28 giugno 2022

CENTOVENTISEI - EZIO ABBATE E CLAUDIO FAVA - MONDADORI


Buongiorno Readers, oggi vi parlo di Centoventisei, il nuovo romanzo di Ezio Abbate e Claudio Fava, edito da Mondadori e in libreria da oggi.
Un racconto di fulminante efficacia in cui, senza mai citarla, alludono ai preparativi della strage di via D'Amelio del '92, fatto tristemente noto, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.

IL ROMANZO


Titolo:
 Centoventisei

Autore/Autrice: Ezio Abbate - Claudio Fava
Editore: Mondadori
Data di uscita: 28 Giugno 2022
Genere: Thriller
Pagine: 132
Prezzo cartaceo: 17,50€
Prezzo ebook: 9,99€
Link di acquisto: Amazon

Un vecchio killer in disarmo, una sospettosissima moglie al nono mese di gravidanza, un balordo che vuole farsi mafioso. Accade tutto in una notte d'estate palermitana, con l'aria ferma e la città svuotata. Attorno al furto di una centoventisei si accende un crescendo di presentimenti, equivoci, rivelazioni, fughe. Sullo sfondo, l'ombra densa e a tratti grottesca di Cosa Nostra e dei suoi progetti di morte. Finché la notte si spegne in un'alba limpida e imprevedibile. Claudio Fava ed Ezio Abbate scrivono un racconto di fulminante efficacia in cui, senza mai citarla, alludono ai preparativi della strage di via D'Amelio del '92. Prendono distanza dalla cronaca degli eventi, ma mettono in scena tre personaggi nella cui vita e nella cui personalità vediamo il mondo di chi è nato sotto la mafia ed è abituato a ragionare e ad agire secondo lo schema "ubbidisco o muoio, uccido o vengo ucciso".
RECENSIONE

Ezio Abbate (Cassino, 1979), sceneggiatore, è fra i creatori delle serie tv Suburra, Curon, L'ora, Squadra mobile, Le mani dentro la città, e I diavoli. 
Ha scritto soggetto e sceneggiatura dei film Banat (2015, presentato alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia) e Frontiera (vincitore del David di Donatello 2019 per il miglior cortometraggio). 
Sceneggiatore e autore tra l'altro, anche della mini serie in onda attualmente su canale 5, L'ora - Inchiostro contro piombo.

Claudio Fava (Catania, 1957), giornalista, è inviato per i maggiori magazine italiani. 
Scrive per il cinema (I cento passi, David di Donatello 2001 per la migliore sceneggiatura), per la televisione (fra le altre, la serie Il capo dei capi) e per il teatro. 
Tra i suoi libri: Nel nome del padre (1996), Il mio nome è Caino (1997), La notte in cui Victor non cantò (1999), Teresa (2011), Mar del Plata (2013), Prima che la notte (con Michele Gambino, 2014), Il giuramento (2019) e L'isola (con Michele Gambino, 2020). 
Attivamente impegnato in politica, attualmente è presidente della Commissione Antimafia siciliana.
Sceneggiatore e autore tra l'altro, anche della mini serie in onda attualmente su canale 5, L'ora - Inchiostro contro piombo.

Quando mi è stato proposto questo titolo ho subito detto di si, non ho nemmeno letto la trama, mi è bastato leggere il nome di Claudio Fava, giornalista, sceneggiatore e autore di uno dei miei film preferiti in assoluto, I cento passi, il racconto dell'incredibile coraggio di un giovane uomo, Giuseppe Impastato, per gli amici Peppino, figlio di un mafioso, che della lotta alla mafia ha fatto la sua ragione di vita.
La sua morte per mano della mafia, il 9 maggio del 1978 a Cinisi, all'epoca venne oscurata dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, e le cause insabbiate e fatte passare come un suicidio.
I cento passi ha contribuito a ricordare un grande uomo, capace di mettere paura al capo dei capi, Tano Badalamenti, un uomo che è andato contro corrente, gridando tutta la sua rabbia dalla cabina della sua radio, Radio aut.
Lo stesso triste destino di Giuseppe Fava, padre di Claudio, assassinato il 5 gennaio del 1984 a Catania dal clan dei Santapaola, per le sue idee e la potenza delle parole che scriveva sul suo giornale, I siciliani, secondo giornale antimafia in Sicilia.
Poi c'è Ezio Abbate, sceneggiatore di immenso talento e autore di innumerevoli serie tv e film di grande prestigio, amico e fidato collaboratore di Fava.
Detto questo, potevo mai rinunciare a questo romanzo?

Il romanzo mette in scena i preparativi della strage di via D'Amelio del '92, senza mai però citarla esplicitamente.
Al soldo di Totuccio Graziano, lavora Gaspare, detto Gasparo, 32 anni e in attesa di diventare il felice padre di un piccolo pargoletto. È sposato con Cosima, giovane donna alle prese con una nuova gravidanza, le precedenti non sono andate a buon fine, e con le bugie del marito, che crede che la donna non sia consapevole del suo vero mestiere.
Sí, perché Gaspare è un killer, considerato da tutti un gigante, il Monte Pellegrino di Palermo.
«A Palermo ci sono due specie di uomini. Quelli che uccidono e quelli che muoiono»
Poi una notte, Graziano lo affianca a un giovane inesperto e sprovveduto, Fifetto, e gli chiede di rubare una centovensei; non è dato sapere perché, a cosa servirà, ma è facilmente intuibile dal carico di tritolo destinato al cofano dell'auto.
«Lo sai cosa ci dobbiamo fare con questa macchina, vero?» «Un morto.» Lo dico così, senza pensare. Sento lo sguardo degli altri addosso. Muti, tutti. «Forse un morto non basterà» fa il vecchio.

È una notte speciale, per Fifetto, che cerca disperatamente amore in ogni essere umano, per Gasparo che realizza quanto forti siano i legami affettivi, per Cosima, che decide di dare una svolta alla sua vita... e per Palermo, che dopo quella notte cambierà, per sempre!
Centoventisei è un romanzo crudo, intenso, che con uno stile semplice ma molto, molto scorrevole, ci dona uno scorcio della vita di chi decide di ubbidire ai dogmi della mafia, e di chi ci finisce dentro, per puro caso e suo malgrado.

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